Valore della lingua materna
Nella ricerca da noi sviluppata sulla formazione linguistica dei bambini d'origine straniera frequentanti le scuole primarie e secondarie in diversi Paesi europei ( Germania. Svizzera ,Benelux,Francia )a partire dagli anni ' 80, la presenza e il valore della lingua materna sono stati separati o sommersi dai problemi e dalle modalità per l' apprendimento della lingua
locale (tedesco o francese ). Una stessa impostazione si sta riscontra oggi anche in Italia nelle
cui scuole gli alunni stranieri non trovano riconosciuta e valorizzata la loro lingua materna o d'origine,
La scuola locale,o meglio il sistema scolastico ufficiale, realizza programmazioni ed iniziative didattiche indirizzate allo sviluppo della lingua locale (lingua d' insegnamento),senza considerare necessaria la presenza e la valorizzarazione della lingua materna parlata e conosciuta dai bambini delle famiglie emigrate.
Per gli alunni stranieri non si fa riferimento ai vantaggi prodotti dallo studio della lingua materna
( che è una Denkbasis) e al conseguente bilinguismo ( lingua materna e lingua locale) che si sviluppa nel giovane che riesce ad integrarsi nel nuovo ambiente senza dimenticare la lingua e
la cultura d'origine ed a costituire una sua identità personale.
Tale prevalente impostazione non tiene conto di valide ed autorevoli ricerche linguistiche svol-
te da E.Janke,W.F.Leopold e da W.Wieczerkowski.Quest'ultimo ,nel sostenere nella sua pratica educativa lo sviluppo delle due lingue ai bambini tedeschi della scuola primaria di Helsinki(Finlandia),ha riscontrato che questi alunni possiedono " eine ueberdurch-schnittliche intellektuelle Kapazitaet" e mostrano " eine ausser gewandete geistige Lebhaftigkeit und Spontaneitaet ",due aspetti estremamente positivi della personalità del giovane.
Nelle nostri studi (1995-2000) abbiamo mostrato che in molti Paesi europei il bilinguismo del bambino straniero viene ignorato dalla scuola e dalla società locali e viene giudicato come un aspetto superfluo e secondario nel processo di inserimento scolastico e sociale .
locale (tedesco o francese ). Una stessa impostazione si sta riscontra oggi anche in Italia nelle
cui scuole gli alunni stranieri non trovano riconosciuta e valorizzata la loro lingua materna o d'origine,
La scuola locale,o meglio il sistema scolastico ufficiale, realizza programmazioni ed iniziative didattiche indirizzate allo sviluppo della lingua locale (lingua d' insegnamento),senza considerare necessaria la presenza e la valorizzarazione della lingua materna parlata e conosciuta dai bambini delle famiglie emigrate.
Per gli alunni stranieri non si fa riferimento ai vantaggi prodotti dallo studio della lingua materna
( che è una Denkbasis) e al conseguente bilinguismo ( lingua materna e lingua locale) che si sviluppa nel giovane che riesce ad integrarsi nel nuovo ambiente senza dimenticare la lingua e
la cultura d'origine ed a costituire una sua identità personale.
Tale prevalente impostazione non tiene conto di valide ed autorevoli ricerche linguistiche svol-
te da E.Janke,W.F.Leopold e da W.Wieczerkowski.Quest'ultimo ,nel sostenere nella sua pratica educativa lo sviluppo delle due lingue ai bambini tedeschi della scuola primaria di Helsinki(Finlandia),ha riscontrato che questi alunni possiedono " eine ueberdurch-schnittliche intellektuelle Kapazitaet" e mostrano " eine ausser gewandete geistige Lebhaftigkeit und Spontaneitaet ",due aspetti estremamente positivi della personalità del giovane.
Nelle nostri studi (1995-2000) abbiamo mostrato che in molti Paesi europei il bilinguismo del bambino straniero viene ignorato dalla scuola e dalla società locali e viene giudicato come un aspetto superfluo e secondario nel processo di inserimento scolastico e sociale .
In tal modo il nilinguismo del bamnino d' origine straniera viene ignorato dalla maggior parte delle scuole del Paese d'accoglienza e viene giudicato come un aspetto non utile nel processo di assimilazione culturale e linguistica del gruppo etnico immigrato.
Invece occorrerebbe promuovere nella scuola pubblica - come abbiamo potuto riscontrare nella scuola svedese ed in alcuni Cantoni svizzeri,in particolare Zurigo( cfr."Rahmenlehrplan fùr HSK-Kurse,BildungsDirektion .,Zurich,2003)- l'insegnamento della lingua materna o d' origine sin dai primi anni di frequenza della scuola primaria ed anche del Kindergarten, in modo che questo studio si collochi parallelo allo studio della lingua locale e delle discipline da apprendere nelle varie classi fino al termine della scolarità obbligatoria,permettendo lo sviluppo di un valevole bilinguismo ,o meglio del plurilinguismo del giovane d'origine straniera.
Lo sviluppo della lingua materna costituisce quella " Sprachfaehigkeit" di cui parla Cummins(1977) e che sta alla base dello sviluppo delle competenze linguistiche del bambino emigrato e dell' interdipendenza tra la lingua materna e la lingua seconda o locale.
Anzi Cummins, e più organicamente Toukomaa e Skutnabb-Kangas(1978) formulano la nota ipotesi dell 'interdipendenza dello sviluppo ,secondo la quale il livello dello sviluppo della lingua seconda si configura in parte come funzione della padronanza raggiunta nella lingua materna.
Tale ipotesi trova conferma in diverse nostre ricerch(1005-2003) effettuate sulla realtà linguistica e scolastica degli alunni figli di italiani emigrati in Svizzera,segnatamente nelle zone di St.Gallen,Thurgau e Zurich. viga
Invece occorrerebbe promuovere nella scuola pubblica - come abbiamo potuto riscontrare nella scuola svedese ed in alcuni Cantoni svizzeri,in particolare Zurigo( cfr."Rahmenlehrplan fùr HSK-Kurse,BildungsDirektion .,Zurich,2003)- l'insegnamento della lingua materna o d' origine sin dai primi anni di frequenza della scuola primaria ed anche del Kindergarten, in modo che questo studio si collochi parallelo allo studio della lingua locale e delle discipline da apprendere nelle varie classi fino al termine della scolarità obbligatoria,permettendo lo sviluppo di un valevole bilinguismo ,o meglio del plurilinguismo del giovane d'origine straniera.
Lo sviluppo della lingua materna costituisce quella " Sprachfaehigkeit" di cui parla Cummins(1977) e che sta alla base dello sviluppo delle competenze linguistiche del bambino emigrato e dell' interdipendenza tra la lingua materna e la lingua seconda o locale.
Anzi Cummins, e più organicamente Toukomaa e Skutnabb-Kangas(1978) formulano la nota ipotesi dell 'interdipendenza dello sviluppo ,secondo la quale il livello dello sviluppo della lingua seconda si configura in parte come funzione della padronanza raggiunta nella lingua materna.
Tale ipotesi trova conferma in diverse nostre ricerch(1005-2003) effettuate sulla realtà linguistica e scolastica degli alunni figli di italiani emigrati in Svizzera,segnatamente nelle zone di St.Gallen,Thurgau e Zurich. viga
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